RIGATONI ALLA SCHIATTANONNA

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“… Mi ricordo quando ero bambino, ad una certa ora, fuggivo da casa, in tuta e scape da ginnastica perchè andavo al prato a giocare a pallone … e quando pioveva? Giocavamo sotto casa (con una pallonata ho fatto scoppiare uno specchietto di una Fiat 124 verde pisello dal cofano arrugginito). Oggi al prato non c’ è’ più un ragazzino: tutti alla scuola calcio. Ahsso come sono seri! … Se non sei alla scuola, come puoi divertirti facendo il serio di fare sul serio, il calciatore serio? Gli adulti stanno togliendo qualcosa al quel gioco giocato per gioco tanto per giocare ma con la ”serietà” dei ragazzi e non degli adulti? … Forse sarà l’ invidia.

I ragazzi, i bambini, hanno un’ anima talmente brillante e vivace che un sasso di gesso, diventa leggero nelle loro piccole mani piene luce … una campana, un disegno …

Poi si deventa seri, grandi. Ma allora qualla luce, se ne va? La brillantezza dell’ anima, la sua leggerezza dov’ è? Potrebbe essere dietro quella brutta abitudine di pensiero che a volte ci dice : gli adulti sono diversi dai ragazzi. Come se la leggerezza e la felicità non ci riguardassero più, perchè frutto di una illusione da poppanti … Forse sarà la vergogna di essere.

Noooo! Che spreconi !

Oggggi … se non vai a centottanta all’ora nel traffico semifermo, a tirarti la droga scadente, saltanto da un balcone all’altro, mentre ti fai la cravatta ricavata dalla pelle del tuo ex collega di lavoro che ti fregava la donna con le tette rifatte, perchè la sua con le tette vere, stava con la tua ex moglie stanca di chè, non si sa ancora, allora sei quello che fa una vita anonima e colma di miseria, noO? Infatti per essere uno che è un po’ considerato in società, devi aver ammazzato, almeno una volta, tua nonna … e aiutato uno sconosciuto a strozzare la madre e il padre, così tanto per poi salutarsi sui social network, e trovare un argomento in comune di cui lamentarsi: “cacchio il sangue si rapprende! … He me lo podevi dire noO? Io non lo sapevo … anzi … pensavo fosse sugo, infatti c’ho preparato i rigatoni alla schiatta nonna …”

… Però …

com’ era bello far volare gli aquiloni!

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ZIOCONSULENZA:

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“…500 triplitrilioni multipludilioni quadricatilioni centrifugatilioni di dollari e 16 centesimi valgono bene una battaglia…” 

“…Se proprio dovete spendere i soldi, spendete quelli degli altri…”

“…L’oro non è tutto. C’è anche il platino…”

“…Chi non pensa non esiste, ma chi non esiste non paga le tasse e chi non paga le tasse non ha pensieri!…”

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Paperon de’ Paperoni (Paperone o Zio Paperone)

Personaggio Disney ideato da Carl Barks nel 1947


RICENTRARSI

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Quello che letto stamane sul quotidiano romano “Il Messaggero” mi piace. Sabato scorso a Londra nel  West End,  l’attrice Helen Mirren mentre lavorava in teatro, è uscita nel bel mezzo dello spettacolo con gli abiti di scena per chiedere ad un gruppo di manifestanti rumoreggiante vicino il teatro di abbassare il volume dei tamburi  che rendeva difficile la prosecuzione dello spettacolo …  (*)

Quando rifletto su  ciò che accade da noi non posso non pensare come il teatro venga diversamente inteso sia dagli addetti ai lavori, sia dalla classe politica e sia dal pubblico. Ogni volta che si pensa ad un centro di forza al quale attingere per portare avanti il teatro si pensa alla politica. Gli addetti ai lavori si riapproprino della necessità che li rende insostituibili. Noi teatranti (attori, tecnici, organizzatori, operatori ecc.) ci dovremmo guardare  un po’ dentro, assumerci dei rischi totali e riappropriarci della nostra dignità di artisti uscendo dai teatri e dire “facendo”: “hei! Qui ci siamo noi non voi”, ma non come forza politica ma come proprietari di una sapienza che nessuno altro è in grado di portare “oltre”…

(*)

SE vuoi leggere l’articolo, clicca sulla vignetta.

 

PUNTI DI VISTA

Cari lettori,

questa barzelletta l’ho sentita ieri da un casellante al casello di Fiano in risposta ad una collega che aveva già deciso di non andare la prossima volta …

Giorno delle elezioni. Carcere, braccio della morte.

Un plotone d’esecuzione sistema  nel piazzale un gruppo di detenuti verso il muro per la pena capitale e mentre i fucili vengono caricati, scoppia un terribile temporale così uno dei detenuti malinconicamente  commenta ad alta voce verso il cielo:  “certo che ci mancava anche la pioggia … bel modo di morire!” E il capitano del plotone irritato dice al  suo  sottoposto:  “ma cavolo che ha da lamentarsi quello, noi allora … dobbiamo andare a votare …”

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LA SEDIA

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La prima curva a destra può essere quella che s’immette ad un incrocio completamente intasato dalla fila di gente davanti al negozio della Apple che  vende il progresso. Oppure può essere quella dei fianchi  di una spilungona alta due metri che sfila sulle strisce pedonali approfittando del semaforo rosso. Il mio vicino di casa diceva sempre che la prima curva a destra è stata quella della dritta strada politica dei monarchi italiani che ha bruscamente girato a destra appunto, sulla curva del fascismo, generando una controcurva del comunismo, rincalzata dalla doppia curva socialista di Bettino e Silvio: io gli rispondevo che continuavo a preferire i fianchi della spilungona perché comunque nell’ ipotesi in cui si riuscisse a corteggiarla con successo, alla fine si arriverebbe ad un reciproco prendersi.

Qui invece anche se sei fra quelli che politicamente vinci, comunque finisci sempre per soffrire di molteplici masturbazioni ideologiche, giacchè continua a non contare la scelta della gente comune,  per convincersi che  comunque sei   fra i vincenti, destra sinistra o centro che fosse  … si perché in un mondo di competizione come quello della razza umana, quello che conta è vincere. Che cosa? Il brivido del più forte no? Quello del primato sul tuo simile, che fa molto steroide e poco goditi la vita in discreta armonia. Macchè! L’armonia cozza col più forte. La competizione prevede un vincente e un perdente, e per quanto tempo possa passare, nessuno starà per sempre nella parte del perdente. Ecco la guerra per secoli! Sentirsi forte è la debolezza dei perduti, dei naufraghi, dei vuoti.

Da bambino, alle elementari,  molte volte a scuola per farci capire la morale della vita, ci facevano fare il gioco della sedia: 10 sedie in cerchio e undici persone sparse nella stanza. Al suono di un battito di mani tutti dovevano affrettarsi a prendersi una sedia. Uno solo alla fine sarebbe rimasto in piedi, quello meno sveglio “ fregare gli altri”.  La morale della vita è un prodotto della saggezza umana per cui  è come la vita, la puoi cambiare, la vita è come la fai … ebbene, ci fosse mai stato qualcuno che avesse proposto ai più piccoli di fare spazio su una sedia già occupata da un’ altro,  all’ undicesimo che rimaneva in piedi … c’ è solo un modo per sentirsi forte: creare un debole … te lo insegnano anche a scuola …

Azz …


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